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I SITI LONGOBARDI

I SITI LONGOBARDI

CIVIDALE DEL FRIULI
Il Tempietto Longobardo è uno tra gli edifici più complessi e originali della tarda età longo- barda. Il ricco apparato decorativo che lo caratterizza ne fa infatti una delle più splendide e ambiziose commissioni dell’VIII secolo.
Il Tempietto, insieme alla chiesa palatina di San Giovanni, era adiacente al polo paleocristiano di Santa Maria, divenuta chiesa episcopale nella tarda età  longobarda.
Il Complesso Episcopale, rinnovato dal Patriarca Callisto, era costituito da un insieme di edifici: la Basilica, il Battistero di San Giovanni Battista e il Palazzo Patriarcale. Dal Battistero provengono due tra le più importanti opere della produzione scultorea longobarda: il Te- gurio di Callisto, un’edicola ottagonale che copriva il fonte battesimale, e l’Altare di Ratchis, unico manufatto di età longobarda dove è raffigurato un tema narrativo di carattere biblico.
 
BRESCIA
Il complesso di San Salvatore – Santa Giulia, oggi sede del Museo della città, è uno straordinario palinsesto architettonico che ingloba il monastero femminile edificato dal duca di Brescia Desiderio nel 753, prima di diventare re.
La chiesa di San Salvatore è tra le testimonianze più importanti dell’architettura religiosa al- tomedievale conservata in alzato. L’apparato ornamentale, con stucchi e affreschi integrati fra loro è, con quello di Cividale, uno dei più ricchi e meglio conservati dell’Alto Medioevo. Il monastero, che disponeva di strutture di servizio per l’accoglienza dei pellegrini e per l’alloggio dei poveri, si estendeva verso occidente, con abitazioni, sepolture e impianti pro- duttivi; tracce di questi sono ancora presenti nella vicina area archeologica che include il Tempio Capitolino del I secolo d.C. e il Teatro Romano.
 
CASTELSEPRIO-TORBA
Il castrum Seprium inserito nel sistema fortificato d’altura di età tardo-romana, e riutilizzato dai Longobardi, venne distrutto dai Visconti nel tardo Duecento.
Si conservano il circuito murario, il tessuto abitativo e il complesso cultuale di San Giovanni Evangelista, completamente ristrutturato dai Longobardi nel VII secolo.
Esempio significativo di architettura militare è la Torre di Torba, utilizzata nella tarda età longobarda come monastero femminile. La Chiesa di Santa Maria foris portas, ubicata fuori dalle mura nel luogo in cui si sviluppò il borgo altomedievale, venne eretta come edificio ari- stocratico privato con annessa area cimiteriale. Essa conserva uno dei più alti cicli pittorici alto medioevali dedicati alla storia dell’infanzia di   Cristo.
 
SPOLETO
La basilica di San Salvatore a Spoleto è un edificio eccezionale per il linguaggio romano classico con cui è stata concepita; oltre a frammenti di architetture antiche, sono utilizzati elementi decorativi scolpiti a emulazione di quelli classici. L’edificio ha impianto basilicale a tre navate, con presbiterio tripartito, coperto nella zona centrale da una struttura voltata a base ottagonale.
L’interno ha perduto quasi completamente le decorazioni pittoriche e a stucco originarie; si conserva tuttavia la ricca trabeazione con fregio dorico, impostata su colonne doriche nella navata e corinzie nel presbiterio. Della facciata originaria rimangono le cornici delle finestre e i tre portali lavorati con elaborati motivi classici.
 
CAMPELLO SUL CLITUNNO
Il Tempietto del Clitunno è un piccolo sacello in forma di tempio corinzio tetrastilo in antis con due portici laterali. La facciata è scandita da splendide colonne ricoperte di foglie e da un architrave che riporta, in scrittura capitale quadrata romana, l’iscrizione che invoca Dio; si tratta di uno dei rarissimi esempi di epigrafia monumentale del primo Medioevo.
La progettualità e la perizia nell’impiego degli spolia antichi accomunano il Tempietto al San
Salvatore di Spoleto.
All’interno si conservano dipinti murali di notevole qualità, che sono stati messi in relazione con quelli del presbiterio di Santa Maria Antiqua a Roma; gli affreschi inquadrano l’edicola marmorea dell’abside, caratterizzata dalla commistione di elementi architettonici di reimpiego e di decorazioni eseguite ex novo.
 
BENEVENTO
La chiesa di Santa Sofia venne costruita intorno al 760 da Arechi II, duca di Benevento, come cappella personale e santuario nazionale per la redenzione della propria anima e la salvezza del popolo longobardo.
Lo spazio interno, a pianta centrale, è scandito da colonne e pilastri disposti in modo da for- mare un esagono e un decagono concentrici; le colonne impiegano capitelli di età classica, usati rovesciati per le basi.
Nelle due absidi minori si conservano i brani più importanti di un ciclo pittorico dedicato alle storie di Cristo che doveva ricoprire l’intera superficie interna della chiesa.
All’edificio religioso fu annesso un monastero, oggi sede del Museo del Sannio, con un chiostro ricostruito in età romanica, che reimpiega alcuni elementi originali longobardi.
 
MONTE SANT’ANGELO
Il ducato di Benevento assorbì dopo il 560 il Gargano. Qui dal V secolo si era imposto il culto dell’Arcangelo Michele, congeniale ai Longobardi che ravvisavano in lui le caratteristiche del pagano “Wodan”, dio della guerra, protettore di eroi e combattenti.
Dal VII secolo il luogo divenne il santuario nazionale dei Longobardi. La devozione per San Michele si diffuse in tutto l’Occidente e Monte Sant’Angelo divenne il modello per tutti i santuari edificati in Europa, incluso quello normanno di Mont-Saint-Michel.
Le principali dinastie longobarde diedero vita a opere di ristrutturazione per facilitare l’accesso alla grotta primitiva e il ricovero dei pellegrini, come confermato dalle iscrizioni rinvenute in loco.
 
 

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