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LE EPIGRAFI DEI LONGOBARDI

LE EPIGRAFI DEI LONGOBARDI

L’importanza del culto di San Michele Arcangelo è attestata anche attraverso numerose epigrafi incise sulle pareti perimetrali del santuario che sorge a Monte Sant’Angelo sul Gargano, presso Foggia.

La colossale opera di ristrutturazione e ampliamento del luogo di culto fu voluta per devozione dai Duchi longobardi di Benevento, che impressero sulla pietra il ricordo di importanti pellegrinaggi compiuti.
Tra le epigrafi più antiche, bisogna menzionare quella in cui compare il nome del duca Romualdo I (662-687), che, in segno di riconoscenza all’Arcangelo Michele, elargì un’enorme somma di denaro per rendere il santuario un edificio monumentale, degno del suo patrono.
L’iscrizione, in parte frammentaria, reca le seguenti parole:
 
d[e] donis d(e)i et [san]c(t)i a[rcha]n geli fiere iusse et don[avit] Romouald dux age[r]e pietate Gaidemari fecit
 
Spinto dalla devozione, per ringraziamento a Dio e al Santo Arcangelo, il duca Romualdo volle che si realizzasse (la ristrutturazione del santuario) e ne fornì i mezzi. Gaidemari fece.
 
In una seconda epigrafe si fa invece riferimento al pellegrinaggio del duca Romualdo II (706-731) insieme alla sua prima moglie Gumperga:
 
Gabriel [a]ng[el]us b[o]s protegad Rumuualdu dux Gunperga [deu]s iudicium tu[um re]gi da e[t] iusti[ti]a tua [fi]liu regi
 
L’angelo Gabriele vi protegga, duca Romualdo, Gunperga. Dio da’ al re il tuo giudizio e al figlio del re la tua giustizia.
 
Più discussa e incerta nell’attribuzione è una terza epigrafe, di tono prettamente dedicatorio e celebrativo. Essa potrebbe essere stata voluta dal duca Grimoaldo I (662-671) e dal figlio Romualdo I (662-687), oppure da Pertarito (671-688) e dal figlio Cuniperto (688-700), e racconta opere di ristrutturazione eseguite all’interno del santuario:
h(i)c patri eius [r]egni [c]umsor[t]ior e[re]ctor sic terre[na] su[m]tsit [c]elestia n[u]m[q]ua[m] relinqui[t]
 
Questi, condividendo con il padre, colui che costruì il suo regno, assunse così una natura terrena, ma non abbandonò mai il celeste
 
 
In totale, sono presenti circa duecento iscrizioni che attestano la presenza di pellegrini nel Santuario del Gargano tra la fine del VI e la metà del IX secolo, il che significa avere a disposizione degli studiosi il più grande corpo epigrafico longobardo presente in Italia e primo in quanto a straordinario valore e rilevanza storico-artistica.
A renderlo particolarmente unico è la compresenza di nomi di origine semitica, greca, latina e di ben novantasette antroponimi germanici, goti, franchi, alemanni e longobardi.
 
 

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