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Cibo

INTRODUZIONE: ALIMENTAZIONE E STORIA

Ciò che fino ad oggi i libri di storia hanno taciuto delle genti del passato riguarda gli aspetti più semplici del loro vissuto quotidiano. Uno tra i più importanti è l’alimentazione. Del resto, cosa c’è di più semplice che sedersi a tavola con un popolo, una cultura diversa dalla nostra, nello ...

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IL VALORE SIMBOLICO DEL CIBO

Così come per i cittadini dell’impero romano, anche per i Longobardi il cibo e le bevande rivestono un ruolo importante in occasione dei riti funebri e lo saranno ancora per tutto il periodo alto medievale.
Dagli scavi nelle aree archeologiche di maggiore importanza sono state portate alla luce vere e proprie necropoli longobarde...

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LA DIETA ALTOMEDIOEVALE

Riguardo i ricettari gastronomici, i secoli che vanno dal I d.C. al XII sono quasi completamente privi di riferimenti, con la sola eccezione dell’edizione ampliata del De re coquinaria di Apicio, nel IV secolo.
Pertanto, per ricostruire la dieta e le abitudini alimentari longobarde è necessario basarsi su documenti di ti...

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PANE E FOCACCE NEL MEDIOEVO

I cereali e i legumi erano alla base della dieta dei ceti più poveri, che li usavano in cucina a chicchi interi, per farne delle zuppe, oppure essiccati sotto forma di farina.
Quest’ultima serviva per preparare l’impasto del pane, che tuttavia era assai raramente ben lievitato e cotto in forno perché conteneva pi&ugr...

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I DOLCI TIPICI DEL MEDIOEVO

Non necessariamente la tavola nell’alto medioevo doveva essere povera come si potrebbe essere propensi a credere.
Infatti, i conquistatori Longobardi, venuti in contatto con la popolazione della Penisola e i territori dell’impero bizantino, mutuarono dai costumi latini l’abitudine di preparare, sia pure in forma semplificata...

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LA MENSA DEI MONACI

L’incontro tra la religione cristiana e il popolo longobardo avvenne nel 591 grazie alla conversione del re Agilulfo, sposo della regina Teodolinda, vedova di Autari e già seguace della Chiesa di Roma.
I Longobardi, per conformarsi al volere del loro sovrano, si convertirono e fu allora che la religione cristiana ne influenz&ogra...

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IL CAPITOLARE DI LIUTPRANDO

Salito al trono nel 712, dopo essere scampato a una congiura, Liutprando (690 – 744), è ricordato da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum come un sovrano intelligente, risoluto e ambizioso.
Liutprando amava definirsi come un sovrano cattolico ed era convinto di essere stato scelto dalla volontà divina. F...

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ANTIMO, TRA MEDICINA E GASTRONOMIA

Presso la corte del re ostrogoto Teodorico Strabone, detto il Grande, fu attivo come medico Antimo.
Nato in Grecia nel IV secolo d.C. da una famiglia nobile e morto nel 534. Di lui si hanno notizie precise a partire dal 481, quando tradì l’imperatore romano Zenone: fu allora che fuggì da Bisanzio per trovare protezione in ...

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IL NUOVO MODELLO ALIMENTARE

Quando giunsero in Italia, i Longobardi entrarono per la prima volta in contatto con una realtà politica, sociale e culturale estremamente complessa e profondamente diversa dalla loro mentalità e tradizione.
Allora, la Penisola era il punto d’incontro tra le vestigia dell’Impero Romano d’Occidente e l’anc...

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L'AMBIENTE DELLA CUCINA

A partire dal IV-V secolo, in concomitanza con il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, l’architettura degli ambienti interni delle case mutò in maniera radicale e, naturalmente, anche l’ambiente della cucina fu completamente ripensato, secondo le abitudini gastronomiche e le abitudini socio-culturali degli invasioni...

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VASELLAME E STOVIGLIE

A rispecchiare il progressivo mutamento nelle abitudini alimentari è il dato fornito dagli scavi archeologici, che hanno evidenziato una diminuzione nella produzione e nell’uso di ceramiche da cucina e da tavola. Tale cambiamento riflette altresì nell’alto medioevo una diversa situazione politica, culturale, economica ed e...

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LA COTTURA DEI CIBI

Il medico bizantino Antimo, nel VI secolo, nel suo trattato De observatione ciborum, si raccomanda di cuocere tutte le carni: la piccola selvaggina e i volatili allo spiedo, mentre la carne suina doveva essere lessata, per garantire il massimo benessere dell’organismo derivante dalla moderazione e dalla cottura scrupolosa del cibo.

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PIATTI DI CARNE

Nel capitolo dedicato alle carni del De observatione ciborum di Antimo, vengono elencati i modi principali, nonché considerati i più salutari, di cuocere e consumarle.
In particolare, per quanti riguarda le carni vaccine, il medico raccomanda di cuocerle sul vapore o di rosolarle bene, oppure di farle cuocere nel brodo....

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I CONDIMENTI

Esattamente come avvenuto nei secoli precedenti, anche nella dieta longobarda, il sale era un elemento indispensabile per dare sapore al cibo e per garantire la conservazione delle carni essiccate per molti mesi.
Per questo motivo, il sale veniva considerato un bene prezioso, di lusso, cui solo poche persone abbienti avevano accesso per via d...

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IL MAIALE, IL RE DELLA TAVOLA

Nel periodo dell’alto medioevo, tra le attività più diffuse c’era l’allevamento dei suini, che venivano lasciati pascolare nei boschi e nei prati incolti, in condizione di semi-libertà, sotto la sorveglianza del porcarius.
Si trattava generalmente di persone in condizioni del tutto simili a quel...

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IL MAIALINO ARROSTO

Sulle tavole della maggior parte della popolazione di origine longobarda, il piatto considerato una vera prelibatezza, di cui non si poteva fare a meno nelle occasioni di festa, era il maialino arrosto.
Il medico-gastronomo Antimo si sofferma sui modi migliori per preparare questo tipo di carne.
Egli si raccomanda di privilegiare sempre...

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IL CULTO DI S.ANTONIO ABATE

Uno tra i santi più illustri della Cristianità è S. Antonio Abate, nato a Coma, in Egitto, all’incirca nel 250 e morto, ultracentenario, nel 356 nel deserto della Tebaide, dopo aver vissuto una vita da eremita sulle rive del Mar Rosso.
Per questo, la Chiesa ne tramanda la memoria ricordandolo anche come padre del mo...

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LE BEVANDE

Contrariamente a quello che si potrebbe ritenere, le abitudini in fatto di bevande nell’alto medioevo erano assai differenti dalle nostre.
Per quanto possa sembrare arduo a credersi, l’acqua non era presente sulle tavole poiché era il veicolo principale di diffusione di germi e malattie. Per questo. Era preferibile rifornir...

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IL TRASPORTO E LA CONSERVAZIONE DEL CIBO

A partire dal VII secolo, il commercio su larga scala nell’area del Mar Mediterraneo conosce una fase di inarrestabile declino e determina, tra le molte conseguenze, anche un drastico calo della produzione di anfore ove per secoli si era riposto e conservato il cibo.
A determinare la fine dei traffici per via marittima fu l’espans...

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FESTE E BANCHETTI

Tra le pagine dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono (II, 28), emerge la descrizione di uno dei banchetti più conosciuti e macabri della storia longobarda.
In particolare, l’autore racconta di un pasto consumato da re Alboino e dalla sua sposa, la regina Rosmunda.
Con minuzia di dettagli, Paolo Diacono ...

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SPEZZARE LE OSSA

Spezzare le ossa” è un’espressione che la lingua italiana ha ereditato nella sua evoluzione dal volgare ai giorni nostri.
Oggi siamo soliti utilizzare questo modo di dire in senso figurato, ma bisogna sapere che in età longobarda, si trattava di un’immagine da intendersi in senso letterale.

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ATTIVITA' PRODUTTIVE E DI APPROVIGIONAMENTO

Dalla disamina dell’Editto di Rotari, la prima raccolta di leggi scritte dei Longobardi volute dal sovrano omonimo nel 643, è possibile apprendere le informazioni fondamentali riguardanti l’economia e l’organizzazione del lavoro.
La società longobarda era basata sull’agricoltura ...

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L'AGRICOLTURA CURTENSE

Nell’ultima fase del dominio dei Longobardi, nel corso dell’VIII secolo, anche in Italia settentrionale si diffuse un nuovo modello di organizzazione territoriale: la curtis, termine da cui deriva la parola italiana “corte”.
Nel contesto alto medievale, questo vocabolo indica più precis...

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L'ORTO

Moltissime fonti documentarie, come patti colonici e capitolari, fanno riferimento agli orti; pertanto, se ne deduce l’importanza dal punto di vista economico e della sussistenza delle persone.
Lo stesso editto di Rotari, infatti, sanciva che: “se qualcuno sarà entrato a rubare nell’orto di un altro, paghi sei sol...

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LA VIGNA

Per la cultura e le tradizioni alimentari longobarde, la vigna era un elemento imprescindibile, tanto da essere diffusa ovunque: ne sono state ritrovate delle tracce archeologiche sia presso i centri urbani, sia nelle immediate prossimità e in alcune curtes, soprattutto nella pars dominicia gestita direttamente dal latifond...

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IL PRATO E IL CAMPO

In un’economia poco più che di sussistenza come quella dei Longobardi, la terra rappresentava un valore inestimabile in quanto fonte di sostentamento insieme all’allevamento e alla caccia.
I terreni erano divisi in due categorie: quelli da semina e quelli lasciati a maggese perché riposassero.
I primi vengono g...

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L'INCOLTO

Dai documenti giunti dall’età dei Longobardi ai giorni nostri, possiamo rilevare che molto spesso veniva citato anche il terreno incolto, indicato in diversi modi; tra i più frequenti, troviamo, ad esempio, i vocaboli silva e boscus.
La ricorrenza di tali parole, ci fa intuire che anche l’incolto ri...

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LA RACCOLTA DI FRUTTI SPONTANEI

Per integrare la produzione agricola dei campi e per fare approvvigionamenti di ciò che poteva servire per l’allevamento del bestiame o la produzione artigianale, in età longobarda i servitori, i coloni e i contadini facevano molto spesso delle ricognizioni nei boschi e nel sottobosco.
Infatti, la raccolta dei frutti spont...

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IL CASTAGNO: L'ALBERO DEL PANE

Molto di frequente nel corso dell’alto medioevo, sia negli atti pubblici sia in quelli privati, si fa riferimento alle castagne, un frutto spontaneo molto utilizzato nella cucina longobarda.
I castagneti, indicati come castanetum, silva castana o silva castenata, erano già noti in epoca romana, ma solta...

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ALLEVAMENTO

Nell’economia curtense dell’alto medioevo, l’allevamento riveste un ruolo comprimario rispetto all’agricoltura. Ne costituisce la prova il fatto che tutti i popoli di origine barbarica dispongono all’interno del loro ordinamento giuridico di un gran numero di leggi che norma in modo minuzioso la pratica dell’alle...

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CACCIA

La caccia era praticata sia dai coloni, sia dagli aristocratici, anche se con finalità differenti.
Infatti, se per i primi costituiva un’importante fonte di approvvigionamento con cui integrare il bilancio alimentare della famiglia, per i nobili era la forma di svago prediletto, che consentiva loro di prepararsi ed esercitarsi al...

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LA PESCA

Nel corso dell’età medioevale, la considerazione e il ruolo della pesca all’interno dell’economia e della cultura gastronomica mutarono rispetto all’epoca antica.
Le aree coltivate, spopolate e abbandonate, regredirono allo stato incolto e così furono ricoperte dalla vegetazione spontanea, da foreste e br...

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LA PESCA DELLA LAMPREDA

Tra le specie ittiche più amate dai Longobardi e considerata come una prelibatezza culinaria si ricorda la lampreda di fiume.
Uno dei modi per cucinare questo pesce era di stufarlo all’interno del proprio sangue, insieme a vino rosso e cipolle. Molto probabilmente, la predilezione per questo piatto da parte dei longobardi sta nel...

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