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Alimentazione

INTRODUZIONE: ALIMENTAZIONE E STORIA

Ciò che fino ad oggi i libri di storia hanno taciuto delle genti del passato riguarda gli aspetti più semplici del loro vissuto quotidiano. Uno tra i più importanti è l’alimentazione. Del resto, cosa c’è di più semplice che sedersi a tavola con un popolo, una cultura diversa dalla nostra, nello ...

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IL VALORE SIMBOLICO DEL CIBO

Così come per i cittadini dell’impero romano, anche per i Longobardi il cibo e le bevande rivestono un ruolo importante in occasione dei riti funebri e lo saranno ancora per tutto il periodo alto medievale.
Dagli scavi nelle aree archeologiche di maggiore importanza sono state portate alla luce vere e proprie necropoli longobarde...

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LA DIETA ALTOMEDIOEVALE

Riguardo i ricettari gastronomici, i secoli che vanno dal I d.C. al XII sono quasi completamente privi di riferimenti, con la sola eccezione dell’edizione ampliata del De re coquinaria di Apicio, nel IV secolo.
Pertanto, per ricostruire la dieta e le abitudini alimentari longobarde è necessario basarsi su documenti di ti...

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LA MENSA DEI MONACI

L’incontro tra la religione cristiana e il popolo longobardo avvenne nel 591 grazie alla conversione del re Agilulfo, sposo della regina Teodolinda, vedova di Autari e già seguace della Chiesa di Roma.
I Longobardi, per conformarsi al volere del loro sovrano, si convertirono e fu allora che la religione cristiana ne influenz&ogra...

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ANTIMO, TRA MEDICINA E GASTRONOMIA

Presso la corte del re ostrogoto Teodorico Strabone, detto il Grande, fu attivo come medico Antimo.
Nato in Grecia nel IV secolo d.C. da una famiglia nobile e morto nel 534. Di lui si hanno notizie precise a partire dal 481, quando tradì l’imperatore romano Zenone: fu allora che fuggì da Bisanzio per trovare protezione in ...

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IL NUOVO MODELLO ALIMENTARE

Quando giunsero in Italia, i Longobardi entrarono per la prima volta in contatto con una realtà politica, sociale e culturale estremamente complessa e profondamente diversa dalla loro mentalità e tradizione.
Allora, la Penisola era il punto d’incontro tra le vestigia dell’Impero Romano d’Occidente e l’anc...

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L'AMBIENTE DELLA CUCINA

A partire dal IV-V secolo, in concomitanza con il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, l’architettura degli ambienti interni delle case mutò in maniera radicale e, naturalmente, anche l’ambiente della cucina fu completamente ripensato, secondo le abitudini gastronomiche e le abitudini socio-culturali degli invasioni...

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PIATTI DI CARNE

Nel capitolo dedicato alle carni del De observatione ciborum di Antimo, vengono elencati i modi principali, nonché considerati i più salutari, di cuocere e consumarle.
In particolare, per quanti riguarda le carni vaccine, il medico raccomanda di cuocerle sul vapore o di rosolarle bene, oppure di farle cuocere nel brodo....

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I CONDIMENTI

Esattamente come avvenuto nei secoli precedenti, anche nella dieta longobarda, il sale era un elemento indispensabile per dare sapore al cibo e per garantire la conservazione delle carni essiccate per molti mesi.
Per questo motivo, il sale veniva considerato un bene prezioso, di lusso, cui solo poche persone abbienti avevano accesso per via d...

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IL MAIALE, IL RE DELLA TAVOLA

Nel periodo dell’alto medioevo, tra le attività più diffuse c’era l’allevamento dei suini, che venivano lasciati pascolare nei boschi e nei prati incolti, in condizione di semi-libertà, sotto la sorveglianza del porcarius.
Si trattava generalmente di persone in condizioni del tutto simili a quel...

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LE BEVANDE

Contrariamente a quello che si potrebbe ritenere, le abitudini in fatto di bevande nell’alto medioevo erano assai differenti dalle nostre.
Per quanto possa sembrare arduo a credersi, l’acqua non era presente sulle tavole poiché era il veicolo principale di diffusione di germi e malattie. Per questo. Era preferibile rifornir...

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FESTE E BANCHETTI

Tra le pagine dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono (II, 28), emerge la descrizione di uno dei banchetti più conosciuti e macabri della storia longobarda.
In particolare, l’autore racconta di un pasto consumato da re Alboino e dalla sua sposa, la regina Rosmunda.
Con minuzia di dettagli, Paolo Diacono ...

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SPEZZARE LE OSSA

Spezzare le ossa” è un’espressione che la lingua italiana ha ereditato nella sua evoluzione dal volgare ai giorni nostri.
Oggi siamo soliti utilizzare questo modo di dire in senso figurato, ma bisogna sapere che in età longobarda, si trattava di un’immagine da intendersi in senso letterale.

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LA VIGNA

Per la cultura e le tradizioni alimentari longobarde, la vigna era un elemento imprescindibile, tanto da essere diffusa ovunque: ne sono state ritrovate delle tracce archeologiche sia presso i centri urbani, sia nelle immediate prossimità e in alcune curtes, soprattutto nella pars dominicia gestita direttamente dal latifond...

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LA RACCOLTA DI FRUTTI SPONTANEI

Per integrare la produzione agricola dei campi e per fare approvvigionamenti di ciò che poteva servire per l’allevamento del bestiame o la produzione artigianale, in età longobarda i servitori, i coloni e i contadini facevano molto spesso delle ricognizioni nei boschi e nel sottobosco.
Infatti, la raccolta dei frutti spont...

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IL CASTAGNO: L'ALBERO DEL PANE

Molto di frequente nel corso dell’alto medioevo, sia negli atti pubblici sia in quelli privati, si fa riferimento alle castagne, un frutto spontaneo molto utilizzato nella cucina longobarda.
I castagneti, indicati come castanetum, silva castana o silva castenata, erano già noti in epoca romana, ma solta...

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LA PESCA DELLA LAMPREDA

Tra le specie ittiche più amate dai Longobardi e considerata come una prelibatezza culinaria si ricorda la lampreda di fiume.
Uno dei modi per cucinare questo pesce era di stufarlo all’interno del proprio sangue, insieme a vino rosso e cipolle. Molto probabilmente, la predilezione per questo piatto da parte dei longobardi sta nel...

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